Perché lo fai?

Vi è mai capitato di realizzare un’impresa? Non intendo l'”attività economica organizzata ai fini della produzione o dello scambio di beni o di servizi” (anche se poi ci sarà un motivo per cui si chiama così). Quello che intendo è una attività che vi ha richiesto risorse ed energie oltre i vostri limiti, che vi ha spinto ad andare oltre la routine, che vi restituito orgoglio, fierezza e coraggio. Se vi è capitato e converrete con me che si prova una sensazione bellissima. Ma quello che mi chiedo è: perché lo facciamo?

Non so darne una spiegazione scientifica (medica, psicologica) anche se so perfettamente che c’è anche qualcosa che ha a che fare con la chimica del nostro corpo e con la disposizione del nostro cervello, della nostra parte emotiva. Ma quel che posso dire è raccontare i miei perché, le mie motivazioni, le mie sensazioni. E sarà anche l’ultima volta che parlo della maratona, lo giuro :-)

Per rispondere alla domanda “perché lo fai?” devo partire dall’inizio, dall’obiettivo. Se c’è una cosa che rende entusiasmante un’impresa fin dall’inizio è la scelta dell’obiettivo: troppo lontano per essere a portata di mano, ma abbastanza vicino, raggiungibile da farti pensare ogni giorno che ce la puoi fare. Con un po’ di esercizio, allenamento, pratica quello che fino a ieri non credevi fosse possibile diventa invece a portata di mano. La seconda grande motivazione è proprio l’esercizio, il miglioramento continuo, la soddisfazione continua di toccare con mano che le cose in cui ti applichi poi ti vengono sempre un po’ meglio: capita sempre, dalla scuola allo sport, che questo processo oltre a migliorare le nostre competenze ci migliora anche un po’ come persone. Quel che mi capita è che le energie impiegate nell’esercizio si trasformano sempre in un qualche risultato. Ed è lì che arriva quella che per me è la terza risposta alla domanda “perché lo fai?”.

Ma che gusto è raggiungere un obiettivo? Che gioia, mi verrebbe da dire, rappresenta il traguardo? Credo che sia uno di quei momenti di felicità vera che nessuno dovrebbe negarsi. La soddisfazione, quell’emozione che accompagna il raggiungimento di una meta, è il più energetico dei carburanti che possiamo utilizzare. Quando la scorsa domenica, alla mia prima maratona, sono arrivato al 37esimo chilometro (a 5 km e poco più dalla fine) avevo fame. Non era bisogno di cibo, avevo fame di soddisfazione, la volevo a tutti i costi, non vedevo l’ora di raggiungerla. E sapevo che mi aspettava lì, al traguardo, all’obiettivo per il quale mi ero esercitato. Così, anziché rallentare conservando le energie ho spinto più forte, ho allungato il passo per quel che potevo estraendo a forza le ultime energie che avevo in corpo. Sono arrivato stanchissimo ma felice, strafelice, felice da piangere.

Perché lo fai? Perché realizzare un’impresa è emozionante!

Multiple People Injured After Explosions Near Finish Line at Boston Marathon